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Riflessioni, Commenti & Sciocchezze

Archivio per Scrivanie nella giungla

Solo 10 minuti…

Forse non tutti sanno che le vibrazioni e il compiere per molto tempo sempre lo stesso movimento possono creare seri problemi di salute.

Cominciano con dolorini da poco, fastidiosi, certo, ma che scompaiono appena ci si riposa un attimo, peccato solo che riprendano appena si ricomincia… e poi cominci a sentirli anche la notte, o quando la sera giochi con tuo figlio. o almeno ci provi, perchè dopo un po’ il fastidio diventa formicolio, che diventa dolore, e non basta fermarsi per farlo passare.

Si chiamano Cumulative Trauma Deseases (Malattie da Traumi Ripetitivi), e sono tra le malattie professionali più diffuse, e più costose, sia per il nostro sistema nazionale che, soprattutto per la qualità della vita di chi ne è colpito.

Hanno nomi fantasiosi ed evocativi: Sindrome del Tunnel Carpale, Gomito del tennista, ginocchio della lavandaia… a qualcuno fischiano le orecchie? Si, sono molto comuni, non solo tra gli operai in catena di montaggio… ma per loro sono sicuramente una tipica malattia professionale, per questo per legge è obbligatorio valutare l’entità del carico cui sono sottoposti gli arti, e prevedere delle pause nel lavoro, che non hanno niente a che vedere con il presunto diritto al caffè o alla sigaretta, ma servono “semplicemente”  a evitare che un lavoratore sano diventi un invalido per colpa del lavoro, con tutte le conseguenze personali e sociali (ma anche aziendali, se solo il management riuscisse a guardare appena oltre il proprio naso) che si possono immaginare…

Ora, la domanda è: qualcuno dei Rappresentanti Sindacali che hanno contrattato la riduzione della pause, si  è posto questo problema prima di accettarne la riduzione in cambio di un aumento di stipendio? Avrebbero dovuto, dato che sicuramente tra loro ci sono anche i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, cioè quei lavoratori cui la legge affida il compito di verificare che l’azienda garantisca la salute e sicurezza dei lavoratori.

Io non so se l’abbiano fatto, ma qualcosa mi fa temere di no….

Ho perso le parole…

“Io se trovassi mio figlio adolescente a letto con una ragazza sarei un po’… sì: orgoglioso… ce lo trovassi con un ragazzo invece…”
“Io lo gonfierei di botte”
“Ma dai, è sempre tuo figlio… e poi… io non ho niente contro i gay, basta che mi lascino in pace”
“Ah! io culattoni e drogati proprio non li sopporto”

Senti queste perle di saggezza
E vorresti fulminarli lì, con una di quelle battute che restano nella storia, che lasciano senza fiato ma insegnano anche qualcosa, se solo chi le sente volesse imparare.
E invece sei talmente annichilita dall’idiozia e dalla violenza di quelle parole che suonano anche così normali e sono invece così cattive che non sai proprio cosa dire.
E nel giro di pochi minuti si sta già parlando d’altro, che tanto erano solo battute da pausa pranzo tra colleghi.
Già: solo battute da pausa pranzo, frasi in libertà tra un commento sul risotto e lo sfottò al collega assillante.
E forse questa normalità è la cosa peggiore.

Sentimenti Precari

Nell’azienda in cui lavoro mi occupo anche di formazione, e quindi sono tra i primi a incontrare e scambiare qualche parola con i nuovi arrivati; d’estate questo capita spesso, dato che si assumono diversi interinali per coprire le ferie dei dipendenti.

Tra questi, il Sig. Antonio, non più giovanissimo ma ancora tanto, troppo lontano dalla pensione, gli occhi buoni del babbo affettuoso e un gran desiderio di impegnarsi, per capire quello che gli stavo spiegando, per rispondere correttamente alle domande del test di verifica, per scrivere il suo nome sul modulo.

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