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Riflessioni, Commenti & Sciocchezze

Archivio perpolitica

Questione di priorità

Spagna, Francia e Italia siglano un accordo per promuoversi insieme come meta turistica.

Per caratterizzare meglio l’offerta, si sa, bisogna definire dei “pacchetti”, e loro, ci dice la Signora Brambilla orgogliosa e un po’ emozionata ai microfoni del TG2, nehanno definiti 3, con l’obiettivo di tutelare e rafforzare l’identita’ di tre paesi che dispongono di un patrimonio unico al mondo; i pacchetti puntano quindi su:

- Arte e Cultura

- Enogastronomia

- Shopping

Vi state chiedendo perchè a nessuno sia venuto in mente l’ambiente come nostra risorsa da valorizzare?

Anch’io

Lasciate stare le bandiere

Tempo fa in una cittadina della provincia di BG il Sindaco invitò Scuole e Uffici Pubblici ad esporre la bandiera della Pace.

Gli addetti del cimitero (che è edificio pubblico) la esposero.

Fioccarono le proteste da parte di chi non si riconosceva in quel “simbolo di parte” , al punto che la cosa fu oggetto di interpellanze in Consiglio Comunale; sembrò a tutti logico e naturale che l’atto degli operatori del cimitero fosse “un errore commesso forse per eccesso di zelo”. Anche al Sindaco che aveva emesso l’ordinanza. Anche ai giornalisti locali che raccontarono il fatto.

In questi giorni, il Sindaco di Verona ha condizionato l’autorizzazione di un corteo di noti sovversivi al divieto di sventolare le bandiere della pace, sempre, naturalmente considerandola un “simbolo partitico”.

Certo, sventolare bandiere può essere un gesto molto grave, creare divisioni nella società, turbare le fragili menti dei cittadini…

Un’aggressione in pieno giorno invece no, non è un atto politico.

E se non lo è, possiamo stare tranquilli e tornare davanti alla TV.

Una bella badilata

Anche questa settimana Galatea ci regala un bellissimo ritratto: oggi tocca ad Ovidio: andate e acculturatevi ;-)

Gli insegnanti meridionali abbassano il livello formativo del paese

… Ma lei non è razzista:, e per dimostrarlo, oltre ad ammettere senza falsi pudori di aver avuto un’insegnate meridionale, è perfino andata a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria.

Non so voi, ma io sono quasi commossa

Obiezione alla coscienza (2)

Tanto per non lasciare alcun dubbio sul proprio intento di sostituirsi a chiunque nel decidere per Eluana, la Regione Lombardia, uscendo dal silenzio, ha infine scoperto le carte: nessun dipendente delle strutture sanitarie regionali deve azzardarsi ad applicare quanto ordinato dal giudice.

C’entra fino ad un certo punto, ma è di ieri l’editoriale dell’Osservatore Romano che contesta la morte cerebrale come criterio per sancire la fine della vita. Corre l’obbligo di sottolineare che, nella comunità scientifica, nessuno si accontenta del solo “encefalogramma piatto” (i “Criteri di Harvard” sono almeno 4)

Sarà, ma a me rimane una domanda: se della scienza non ci si può fidare, la magistratura non può fiatare e di testamento biologico non si deve nemmeno parlare, chi lo decide quando la vita finisce?

Giuliano Ferrara?

Obiezione alla coscienza

Forse ispirata anche dall’eroico anestesista paladino della vita che ha cristianamente negato l’anestesia ad una donna sottoposta ad aborto terapeutico, la Regione segue la via burocratica per impedire a Beppino Englaro di rispettare la volontà della figlia.

Nel frattempo, non si registrano adesioni alla proposta di Marina Garaventa di “prendersi un anno sabbatico e offrirlo a Eluana: passare con lei giorni e notti, lavarla, curarle le piaghe, nutrirla, farla evacuare, urinare, girarla nel letto, accarezzarla, parlarle nell’attesa di una risposta che non verrà mai”