erreabi
Riflessioni, Commenti & SciocchezzeArchivio perrazzismo
Adesso mi sento più sicura
Sicura che il mio vicino di casa, il cui documento scaduto o inesistente non mi aveva causato nessun problema fino ad ora, se si sentirà male non andrà a farsi curare.
Speriamo non prenda niente di troppo contagioso.
Sicura che la compagna di classe di mio figlio, tanto brava e studiosa, non potrà diplomarsi, per quanti sforzi faccia, semplicemente perchè è nata nella famiglia “sbagliata”.
Speriamo che l’Italia di domani riesca a fare a meno della splendida cittadina che le abbiamo impedito di diventare.
Sicura che la Polizia avrà molte più chiamate, grazie a quei volenterosi cittadini disarmati e non connotati politicamente che andranno in giro a “controllare il territorio”
Speriamo che la telefonata che resta in coda non sia la mia
Sicura che i reati veri, quelli che mi possono danneggiare, potranno ancora più facilmente andare in prescrizione prima che io abbia giustizia, ora che i giudici saranno impegnati a perseguire tutti questi “criminali”
Speriamo di non averne bisogno
Sicura che la fantastica ragazza che assiste l’anziano signore del piano di sotto sollevando la famiglia da tanti problemi e fatiche non ci sarà più l’anno prossimo.
Speriamo riescano ad organizzarsi senza di lei
Sicura che da oggi anche io sarei un reato che cammina, se solo le ripetute migrazioni mie e della mia famiglia fossero partite qualche km più a Sud. O più a Est
Speriamo non esista davvero, la reincarnazione.
Piccoli Razzismi Quotidiani (2)
La relatrice è di quelle brave.
Di quelle che ipnotizzano l’aula, e tu che un pochino (molto pochino) fai (vorresti fare) il suo stesso mestiere, pendi dalle sue labbra, prendi mentalmente appunti su ogni gesto, ogni inflessione, ogni esempio.
Naturalmente all’inizio della giornata ha chiesto di interromperla per fare qualunque domanda, e così, ad un certo punto, si alza una mano:
“Mi scusi, ma l’applicabilità di quello che ci sta dicendo – dice il compito professionista seduto accanto a me – varia molto da contesto a contesto…”
Lei (magistralmente!!!) annuisce comprensiva: “Certo, certo!”
“Per esempio – continua il collega- nelle aziende ormai non ci sono più i lavoratori di una volta: tutti della zona, che avevano le stesse abitudini, quasi gli stessi gusti… che sapevi già come prendere insomma!
Ora, insieme alla gente del posto, ci sono meridionali, extra comunitari… c’è di tutto, insomma!”
La relatrice lo ferma subito, garbata e sorridente come tutti vorremmo saper essere: “Non vorrà mettere i meridionali e gli extracomunitari sullo stesso piano, eh!?”
E lui arrossisce appena: ” Certo che no!”, la classe sorride garbatamente, sollevata: mica siamo razzisti noi!
Piccoli razzismi quotidiani
Eriberto Giuntelli ha una piccola agenzia immobiliare in un piccolo paese del Nord Italia, e vuole proprio concludere quest’affare.
E’ solo un affitto, in fondo, una commissione da poco… ma piuttosto che niente è meglio piuttosto, dicono da queste parti.
Mi accoglie col più smagliante dei sorrisi, e mentre mi accompagna a vedere l’appartamento mi spiega quanto sono stata fortunata a trovare dei padroni di casa così squisiti, così gentili, così… così!
E in effetti la Signora è gentilissima e molto cordiale, mi mette subito a mio agio, ci teneva a conoscermi e a mostrarmi personalmente la bella casetta.
Ci tratteniamo a parlare del più e del meno, e ad un certo punto lei sorridendo mi chiede “Signorina, lei non è italiana, vero?”
Io, che ho la “R moscia” e un accento indefinibile frutto di successive stratificazioni su e giù per l’Italia, sono abituata a sentire le più strane congetture sulle mie origini, e, come se fosse la cosa più normale del mondo (e lo è, infatti), rispondo sorridendo “Si, signora, sono italiana, ma ho girato un po’, quindi ho un accento un po’ “strano”".
Poi lo vedo
Eriberto Giuntelli si è appoggiato al muro ed è sbiancato.
Farfuglia alla signora qualcosa del tipo “Ma… Maria!! Cosa dici!!!!”, poi si gira verso di me e, con tono conciliante, mi rassicura: “La scusi Signorina: sa, non voleva mica offenderla!”
No Eriberto: lei, la Signora, non mi ha affatto offeso.
Siate Razzisti… con voi stessi!

Stamattina la Padania protesta contro la decisione di cominciare dal Veneto la distribuzione di copie gratuite della Costituzione nelle scuole, con l’ineffabile motivazione che sarebbe un atto di razzismo perchè sottintenderebbe che i Veneti non la conoscano, mentre è ovvio che ne sappiano moltissimo, dato che chiedono con tanta forza di cambiarla!!!
Pochi giorni fa, brazie a Blog-ico, ho scoperto questa splendida iniziativa della UTET: approfittarne (anche se non siete veneti) mi sembra la miglior risposta possibile!
Tolleranza? No grazie!
Il Dizionario la definisce come “capacità fisica o spirituale di tollerare cose, situazioni, e sim. che possono essere dannose o spiacevoli”. La tolleranza non mi piace.
O meglio, è una cosa splendida, necessaria alla convivenza civile e anche a non rovinarsi il fegato troppo presto (cosa per cui, tra l’altro, ci sono un’infinità di metodi più piacevoli).
Abbiamo fatto una sciocchezza
Una sciocchezza, così gli assassini di Abdul definiscono l’aver spezzato la vita di un ragazzo di 19 anni.
Immaginatevelo, inseguito con un furgone (forse ha rubato un pacchetto di caramelle o biscotti, forse no), insultato e picchiato con una spranga fino ad ucciderlo.
Lo vedete?
Adesso, immaginate che sia bianco.
(E oggi, tutti a dire che il razzismo non c’entra perchè Abdul era Italiano… CogitoergoVomito su MC ha già detto tutto in proposito)
Perchè nessuno ne parla?
Si erano fermati fuori del paese, vicino Verona, solo per mangiare.
Sono stati picchiati, sequestrati e torturati dai carabinieri per ore.
Gli insegnanti meridionali abbassano il livello formativo del paese
… Ma lei non è razzista:, e per dimostrarlo, oltre ad ammettere senza falsi pudori di aver avuto un’insegnate meridionale, è perfino andata a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria.
Non so voi, ma io sono quasi commossa




