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Riflessioni, Commenti & Sciocchezze

Archivio per Sicurezza

Solo 10 minuti…

Forse non tutti sanno che le vibrazioni e il compiere per molto tempo sempre lo stesso movimento possono creare seri problemi di salute.

Cominciano con dolorini da poco, fastidiosi, certo, ma che scompaiono appena ci si riposa un attimo, peccato solo che riprendano appena si ricomincia… e poi cominci a sentirli anche la notte, o quando la sera giochi con tuo figlio. o almeno ci provi, perchè dopo un po’ il fastidio diventa formicolio, che diventa dolore, e non basta fermarsi per farlo passare.

Si chiamano Cumulative Trauma Deseases (Malattie da Traumi Ripetitivi), e sono tra le malattie professionali più diffuse, e più costose, sia per il nostro sistema nazionale che, soprattutto per la qualità della vita di chi ne è colpito.

Hanno nomi fantasiosi ed evocativi: Sindrome del Tunnel Carpale, Gomito del tennista, ginocchio della lavandaia… a qualcuno fischiano le orecchie? Si, sono molto comuni, non solo tra gli operai in catena di montaggio… ma per loro sono sicuramente una tipica malattia professionale, per questo per legge è obbligatorio valutare l’entità del carico cui sono sottoposti gli arti, e prevedere delle pause nel lavoro, che non hanno niente a che vedere con il presunto diritto al caffè o alla sigaretta, ma servono “semplicemente”  a evitare che un lavoratore sano diventi un invalido per colpa del lavoro, con tutte le conseguenze personali e sociali (ma anche aziendali, se solo il management riuscisse a guardare appena oltre il proprio naso) che si possono immaginare…

Ora, la domanda è: qualcuno dei Rappresentanti Sindacali che hanno contrattato la riduzione della pause, si  è posto questo problema prima di accettarne la riduzione in cambio di un aumento di stipendio? Avrebbero dovuto, dato che sicuramente tra loro ci sono anche i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, cioè quei lavoratori cui la legge affida il compito di verificare che l’azienda garantisca la salute e sicurezza dei lavoratori.

Io non so se l’abbiano fatto, ma qualcosa mi fa temere di no….

Per molti ma non per tutti

Per Tremonti la normativa sulla sicurezza, la 626/94 è un lusso. Un lusso abrogato nel 2008, peraltro, e sostituito da un altro Decreto (81/2008), ma evidentemente un Ministro della Repubblica non si perde in questi dettagliucoli.

Forse, per Michele Gasparotti e per Carlo Antonio Coppola, la sicurezza sul lavoro era un lusso che non si sono potuti permettere: di sicuro le norme, anche quelle vigenti, non sono state altro che regole inutili

Per favore non chiamatela fatalità

E’ sempre così

Tutti a chiedersi “ma com’è potuto succedere?” per poi subito auto consolarsi con un bel “nessuno avrebbe potuto prevederlo” che fa tanto pacca sulla spalla, fine del minuto di silenzio, ora possiamo tornare a farci i fatti nostri… è chic e non impegna

SI, ma è falso

Qualcuno avrebbe potuto prevederlo, se si fosse dato la pena di guardare, di lasciare collegato il cervello, di cercare di capire se davvero non ci fosse un modo più sicuro di effettuare quell’operazione.

Qualcuno avrebbe potuto immaginare che in un posto dove scoppiano continuamente piccoli incendi (cosa che non dovrebbe succedere) e dove ad un certo punto si smette di ricaricare gli estintori, presto potrebbe arrivare un fuoco che è troppo grosso per quell’estintore troppo scarico?

Qualcuno avrebbe potuto pensare che se ti affacci senza maschera e bombole su una cisterna che non sai esattamente cosa ha contenuto ieri non sai esattamente cosa ti arriverà in faccia.

Almeno finalmente qualcuno ha smesso di chiamarle morti bianche.

Almeno questo.

Neanche il tempo

Neanche il tempo di apprendere con speranza (niente più che questo, in effetti, ma di questi tempi tocca accontentarsi) che l’amministratore delegato di Thyssen Krupp risponderà di omicidio volontario per aver coscientemente accettato di mettere a rischio la sicurezza dei suoi lavoratori.

Il tempo dei titoli del TG ed ecco, il pugno nello stomaco: altre due vittime, altri due morti sul lavoro.

Due lavoratori che non torneranno a casa stasera, chissà quante vite spezzate ai piedi di quel miscelatore…

Da così a così

Capitano quelle mattine che vorresti restare a letto

Capitano, ma ti devi alzare lo stesso, e speri solo che finiscano in fretta

Poi arrivi al lavoro e la giornata è esattamente come sembrava da sotto le coperte, forse un po’ peggio.

Finisce la mattinata e il pranzo della mensa batte tutti i record di immangiabilità (e ci vuole un certo impegno, bisogna riconoscerlo)

Vai a prendere il caffè e sbagli i tempi, per cui ti ritrovi da sola, e tu odi prendere il caffè da sola

Passa uno che ti fa segno di raggiungerlo appena puoi e tu pensi “Ecco, chissà qual’è la prossima grana”

E lui ti dice “Sa, Dottoressa? Volevo ringraziarla perchè il suo corso dell’altro giorno è stato molto interessante, mi avevano sempre detto che dovevo mettere la maschera e usare i guanti, ma ora che ho capito perchè è tutta un’altra cosa”

E all’improvviso sei proprio contenta di esserti alzata, stamattina

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